Nuovo regolamento di Polizia rurale

Comunicato Stampa

 

L’amministrazione del Comune di Santo Stefano Belbo ha ritenuto opportuno rivedere il regolamento che disciplina il servizio di polizia rurale per il territorio comunale, con lo scopo di assicurare la regolare applicazione delle leggi, dei regolamenti e delle disposizioni che interessano in genere le coltivazioni, le attività agricole e la realtà rurale nella sua globalità. <Questa scelta – ha commentato l’assessore alla agricoltura Barbara Gatti – si è resa indispensabile, in quanto il precedente regolamento non è più adeguato alle nuove necessità in questo ambito, in particolar modo per ciò che riguarda il problema della Flavescenza Dorata e tutte le scelte obbligate ad esso connesse. Lo scopo è quello di migliorare la difesa del nostro territorio e di proteggere l’economia del paese che verte principalmente sull’agricoltura, che oggi è minacciata da problematiche a cui è urgente rispondere in maniera tempestiva ed efficace. Di seguito troverete i cambiamenti più significativi> .
Sono stati aggiunti alcuni articoli che riguardano il rispetto dei beni privati e dei beni comunali. Nello specifico, è proibito entrare o passare abusivamente attraverso i fondi altrui e quelli comunali (anche se incolti) senza aver ottenuto il permesso del proprietario e non si dovrà deviare dalla strada già esistente o passare con bestiame o veicoli se il passaggio è concesso solo ai pedoni. E’ inoltre vietato attraversare terreni, capezzagne, sentieri, strade agricole e campi privati con i veicoli fuoristrada, motocicli e motocross e qualsiasi mezzo motorizzato in genere, senza specifico consenso degli aventi diritto. E’ permesso raccogliere funghi e tartufi su fondi altrui senza il consenso del proprietario, purché muniti di regolare permesso. Tuttavia questi può vietare tale possibilità mediante apposizione di cartelli, posti in maniera visibile, richiamanti tale divieto in base alla norma vigente.

I fabbricati e i muri lungo le strade devono essere conservati in modo tale da non compromettere l’incolumità pubblica e da non arrecare danno alle strade ed alle relative pertinenze. Il Comune può ordinare la demolizione o il consolidamento, a spese del proprietario, se quest’ultimo non provvede a compiere le opere necessarie. I frontisti delle strade pubbliche e vicinali non possono lavorare il terreno dei loro fondi sul lembo delle strade, ma devono lasciare lungo di esso lo spazio per la regolare capezzagna e per consentire l’attività dei mezzi meccanici impiegati nella lavorazione, senza provocare danno alle strade, alle siepi ed ai fossi. La larghezza delle strade interpoderali deve essere carrabile e comunque non inferiore ai 3 metri. E’ vietato modificare il tracciato senza il parere favorevole di tutti gli aventi diritto. Dovendo provvedere all’impianto di noccioleti o nuovi vigneti o al reimpianto di quelli esistenti su appezzamenti situati lungo le strade vicinali, comunali, provinciali, regionali o statali, tra il fondo coltivato ed il confine della strada deve essere rispettata la distanza minima di 1,5 metri. Gli impianti già esistenti dovranno essere regolarizzati entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento e in ogni caso tutti i danni arrecati ai fossi e alle strade, dovranno essere ripristinati o risarciti. I proprietari e i conduttori dei vigneti devono adoperarsi per evitare danni alle proprietà e strade sottostanti con la realizzazione di scoline, fossi, drenaggi, inerbimento o altri interventi e la loro sistematica manutenzione.

Per quanto riguarda la difesa contro le malattie delle piante, poi, l’Autorità comunale con gli uffici provinciali e regionali per l’agricoltura e con l’osservatorio fitopatologico competente, impartisce disposizioni che dovranno essere scrupolosamente rispettate per sostenere la lotta contro le crittogame parassite delle piante, gli insetti e altri gli animali nocivi all’agricoltura. I proprietari sono obbligati a denunciare la comparsa di malattie che appaiano diffusibili e pericolose e di applicare contro di esse i rimedi necessari. Nell’utilizzo di prodotti fitosanitari, dovranno essere utilizzati principi attivi, la cui tossicità non sia tale da creare danni e pericoli per la popolazione, oltre che agli operatori agricoli, che dovranno assumere ogni precauzione per minimizzare i rischi d’inquinamento dell’ambiente e diffusione nociva per piante, animali e persone.

I proprietari dei terreni ingerbiditi devono mantenere una fascia di rispetto di almeno 15 metri dal limite delle proprietà dei confini e dal ciglio delle strade. <In relazione alle particolari condizioni dell’agricoltura del Comune, continua la Gatti – in prossimità dei terreni coltivati a vigneto, considerate le difficoltà che si manifestano in tali casi per la lotta a parassiti ed insetti, è obbligatorio mantenere l’intera superficie pulita. I confinanti del gerbido dovranno comunicare al Comune l’inadempimento del proprietario del fondo. E’ fatto obbligo ai proprietari di estirpare i vigneti incolti che, non essendo trattati, sono focolai di gravi infezioni (Oidio, Peronospora, Flavescenza Dorata, etc…) anche a notevoli distanze. Nel caso in cui i proprietari dei fondi non provvedessero a questi obblighi, il Comune, previa diffida, eseguirà gli interventi a propria cura e a spese dei proprietari stessi>.

Chiunque volesse ulteriori informazioni riguardo il nuovo regolamento, può consultare il sito del Comune o recarsi presso l’ufficio della Polizia Municipale.

 

Sorì

Dopo 3 anni di discussioni, è finalmente stata istituita, grazie anche all’interessamento di Giovanni Bosco, presidente del Coordinamento Terre del Moscato, la “Commissione Qualità Moscato”, presieduta da Giorgio Bosticco direttore del Consorzio dell’Asti,  che ha preso parte alla paritetica per l’accordo del Moscato 2012. Questa commissione ha avuto il compito di segnalare quei vigneti particolarmente difficili da coltivare, i Sorì appunto, che sono stati identificati in 336 ettari con pendenza superiore o pari al 50%. Questi riceveranno per la vendemmia 2012 un “premio” di 10 centesimi in più al chilo del prezzo stabilito dall’accordo. I proprietari o i conduttori di questi vigneti non devono iscriversi al progetto o presentare domande, in quanto la commissione si è già occupata di individuare queste realtà. Tra tutti i comuni del moscato Santo Stefano Belbo risulta essere al primo posto con ben 74 ettari! Presto si terranno 3 incontri, uno nell’Acquese, uno nell’Albese ed uno a Santo Stefano Belbo, che daranno un riconoscimento a questi agricoltori, per premiarli per il coraggio e la passione con cui continuano a coltivare le nostre bellissime colline, preservandole e valorizzandole.

 

Associazione dei Comuni del Moscato

Il sito dell’Associazione dei Comuni del Moscato è ufficialmente on-line. L’obiettivo di questo nuovo strumento sarà quello di diffondere in maniera ancora più capillare informazioni sul moscato e sul nostro territorio, che saranno disponibili sia per gli addetti ai lavori, sia per i turisti che vogliano visitare le nostre zone. L’iniziativa è molto importante perché permetterà di mettere in collegamento tutti i 52 Comuni del moscato, tenendo aggiornati tutti i fruitori del sito sulle novità, le iniziative e gli approfondimenti che riguardano il settore moscato. Per questo vorremmo chiedere a tutti gli interessati e gli appassionati l’iscrizione alla newsletter di questo sito per far parte della mailing list dedicata al moscato. Iscriversi è molto semplice: basta accedere al sito www.associazionecomunidelmoscato.it, cliccare sulla scritta newsletter in alto a destra e seguire le istruzioni.

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